Scusa per aver creduto fossi tu

Sento di doverti delle scuse.

Mi sono fatta prendere in giro e non ho capito che non eri tu. Era qualcuno che si spacciava per te, ma non eri tu. Era solo un ammasso di cellule, con un cuore che batteva forte dentro di me, ma che non somigliava nemmeno lontanamente a te.

Un ammasso di cellule che per due settimane ci ha illuso, facendoci credere che saremmo diventate mamme e che fosse finalmente arrivato il nostro momento.

Non potevi essere tu, perchè quando arriverai io lo sentiró subito e quel numero sul referto delle analisi del sangue esploderá.

Scusaci, abbiamo sbagliato.
Ci siamo cascate in pieno, credendo che quell’ammasso di cellule che aveva deciso di impiantarsi nella mia tuba destra fosse nostro figlio. Invece era solo un essere idiota che, dall’utero dove era stato trasferito, ha deciso di percorrere al contrario una strada in cui non doveva nemmeno passare, farla quasi tutta a ritroso e impiantarsi alla fine della mia tuba destra, in un angolo così infimo del mio corpo dove non aveva alcuna possibilitá di vita.

Non solo. Questo inutile, stupido, insignificante ammasso di cellule, con quella sua corsa suicida a ritroso dentro di me, ha anche messo a rischio la mia vita, mi ha fatto operare d’urgenza, asportare una tuba e arrivare in sala operatoria con la tuba in lacerazione e un inizio di emorragia interna.

No, non eri tu. Ma è stato quasi bello illudersi per due settimane che fosse finalmente arrivato il nostro momento. È stato dolcemente straziante immaginarti vivere dentro di me, crescere, evolverti. Esistere. È stato bello immaginare i tuoi occhi, il tuo viso, il tuo sorriso e chiedersi come sarebbe stata la nostra vita insieme.

La chiamano Gravidanza extrauterina.
Dovrebbero chiamarlo Strazio senza fine.
Sì. Strazio. Senza fine.

O forse una fine c’è, un giorno, per questo strazio. Ma se c’è, sará solo con il TUO arrivo.

Scusa per aver creduto fossi tu.

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