Esiste una sola e unica via. Il futuro.

Stiamo elaborando il dolore, il lutto per una piccola vita che esisteva e che è morta, per un figlio che avevamo e adesso non abbiamo più. E dopo aver guardato in faccia il dolore più grande, abbiamo capito che per uscirne esiste una sola e unica via. Il futuro.

E così sabato abbiamo scritto al nostro centro spagnolo. Siamo pronte a ricominciare. Con un transfer entro l’estate e una nuova Fivet ad agosto, nel caso in cui ce ne fosse bisogno.

Quel figlio non tornerà. E questo è un dolore che non passerà MAI.

Ma un altro ci sta aspettando e non cercarlo, accoglierlo e amarlo sarebbe un crimine contro di lui, contro noi stesse e contro la stessa vita.

Chi non conosce il dolore di una gravidanza extrauterina, difficilmente può capire. E’ bastardo. Subdolo. Meschino. Un dolore falso, che ti prende in giro. Ti illude. Ti fa provare una gioia immensa. Per settimane ti fa credere di avercela fatta, di aver vinto la tua battaglia.

Un inganno fatto di beta che crescono, degli amici più intimi che ti abbracciano, sorridono e gioiscono con te. Un inganno che passa per i calcoli di quando fare la prima ecografia, di quando terminerà il primo temuto trimestre, di quando dovresti iniziare a sentirlo muovere dietro di te, di quando nascerà, del primo Natale in tre.

È un dolore bastardo. Perché ti illude e poi d’improvviso ti fa crollare nel baratro, perché ti dicono che non solo tutto ciò che hai creduto non si avvererà, ma che anche la tua stessa vita è a rischio.

È un dolore cattivo che si vendica su di te per colpe che non hai, che prima ti fa sentire il battito del cuore di quel figlio che sogni da anni e 5 ore dopo ti porta in sala operatoria a ucciderlo e a toglierti una piccola parte del tuo corpo.

Se potessi, eviterei che qualsiasi altra Donna del mondo provasse ancora questo dolore che ti annienta dopo averti fatto toccare il cielo.

Quel figlio c’era e non tornerà più. E questo è un dolore che niente e nessuno potrà mai placare o guarire. Una insabile ferita al cuore che nessuno potrà mai curare e che ci accompagnerà per sempre. Ma vivere tutta la vita in questa tragedia non servirà a farlo tornare indietro e non ci darà quel bimbo che tanto aspettiamo e disperatamente cerchiamo.

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